L'identificazione in volo del falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)
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Riconoscere un uccello in volo non è un’operazione semplice, soprattutto all’inizio. Non sempre è facile capire a quali particolari dare priorità. Anche perché quasi sempre il tempo a disposizione è limitato. A volte si osserva nei principianti un’aria di perplessità, come se ritenessero impossibili certe distinzioni.
Ma non è così, col tempo, magari specializzandosi, il riconoscimento può essere un fatto immediato, quasi automatico. Riconoscere un Falco Pecchiaiolo in volo non è un’impresa così difficile. Chiaro, un conto è trovarsi in un posto qualsiasi in un periodo qualsiasi e dover identificare un rapace qualsiasi. Altro è trovarsi in primavera sullo Stretto di Messina e dover identificare quello che nella maggior parte dei casi sarà un Falco Pecchiaiolo.
Comunque sia, dopo questa esperienza sarà difficile confonderlo con qualcos’altro. Inoltre durante il passo, i rapaci sono discretamente osservabili perché volteggiano a lungo e prima di scomparire dalla nostra vista, si concedono come non capita quasi mai in altre occasioni.
Distinguere un Falco Pecchiaiolo da un altro rapace non è impresa proibitiva, come vedremo. Non è sempre facile invece distinguere i maschi dalle femmine e dai giovani, in fase chiara e in fase scura. I disegni chiari e comprensibili presenti sui manuali sono più efficaci, anche perché accentuano i caratteri e sono realizzati osservando esemplari in pelle o imbalsamati a distanza ravvicinata. In foto, invece, determinate condizioni atmosferiche, l’ora di ripresa, il controluce, non sempre permettono di discernere pienamente. Durante il passo primaverile, i soggetti visibili sono praticamente tutti adulti che vanno a riprodursi. Nel periodo in cui sono state effettuate le riprese, fine aprile-inizio maggio, durante la fase iniziale del passo, si notava una certa prevalenza di individui maschi.
Durante il passo sullo stretto, il Falco Pecchiaiolo può essere osservato principalmente dal basso, più raramente dall’alto. Le sue dimensioni sono medie, simili a quelle della Poiana. L’aspetto è però più slanciato. La testa, piccola, non avendo sporgenza ossea sopra l’occhio, appare simile a quella di un piccione, ciò che gli conferisce un aspetto bonario, meno minaccioso di altri rapaci. Il piumaggio è molto variabile e va da esemplari chiarissimi, quasi candidi, ad altri totalmente scuri. La forma tipica, inferiormente è biancastra con svariate barrature che si estendono su tutto il corpo. Caratteristica una macchia carpale scura presente in quasi tutte le forme, a volte assente in quelle più chiare. La coda presenta una banda scura terminale e altre due in prossimità, visibili anche dall’alto.
Quando volteggia le ali sono piatte e perpendicolari al corpo, con i margini quasi paralleli. In scivolata lenta, come quando si predispone per la traversata, le ali sono angolate con l’articolazione carpale spinta in avanti. In caso di maltempo con assenza di termiche, prosegue in volo attivo con battiti alari morbidi ed elastici, con un movimento flessuoso e ampio.